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20 marzo 2026

10/26. Ministero della Giustizia: dati statistici sulla mediazione 1 gennaio – 31 dicembre 2025 (Osservatorio Mediazione Civile n. 10/2026)

 

Sono state rese note le nuove statistiche ministeriali sulla mediazione relative all’intero anno 2025 (1) (2).

I dati possono essere così sintetizzati.


ORGANISMI

Gli Organismi attivi al 31 dicembre 2025 sono 546 (al 31 dicembre 2024 erano 543).


PROCEDIMENTI

Nel 2025 sono state iscritte circa 163.473 mediazioni civili (nel 2024, 162.194), così ripartite:

  • obbligatorie (“in quanto condizione di procedibilità ai sensi di legge”): 78% (circa);

  • volontarie: 8% (circa);

  • demandate dal giudice: 13% (circa; delle quali l’85% “dovute a improcedibilità per mancato rispetto dell’obbligo di esperire il tentativo di mediazione”). NOTA: al riguardo il presente l'Osservatorio evidenzia possibili dubbi interpretativi scaturenti da tale dato in quanto, a rigore, una cosa è la mediazione c.d. obbligatoria (art. 5, comma 1, d.lgs. n. 28/2010), altra la mediazione demandata dal giudice (art. 5-quater, d.lgs. 28/2010).  

Le mediazioni in modalità telematica sono in aumento.


EFFICACIA

La percentuale di procedimenti con aderente comparso al primo incontro è stata pari al 54,8% e nel 50% dei casi le parti hanno deciso di proseguire la mediazione.

La percentuale di accordo raggiunto, nel caso in cui l’aderente compare, è stata pari al 30,6%, mentre la percentuale di accordo raggiunto, “quando le parti accettano di sedersi al tavolo della mediazione anche dopo il primo incontro”, è stata pari al 53,1%.


(1) Le analisi curate dall'Osservatorio Nazionale sulla Mediazione Civile di tutte le precedenti rilevazioni statistiche sono consultabili a questo indirizzo.

(2) Per approfondimenti si veda SPINA, Relazione ministeriale annuale 2025 sulla mediazione civile, in Diritto e Giustizia, 14.4.2026.


Fonte: Osservatorio Mediazione Civile n. 10/2026

(www.osservatoriomediazionecivile.blogspot.com)

2 febbraio 2026

3/26. Inaugurazione dell’anno giudiziario 2026: la mediazione nella relazione di Pasquale D’ASCOLA, Primo Presidente della Corte di cassazione (Osservatorio Mediazione Civile n. 3/2026)

 

Di seguito, alcuni passaggi, relativi ad ADR e mediazione civile, estratti dalla Relazione sull’amministrazione della giustizia nell’anno 2025 del Primo Presidente della Corte Suprema di Cassazione Pasquale D’ASCOLA, in occasione dell’Inaugurazione anno giudiziario 2026 (fonte: relazione integrale pubblicata sul portale ufficiale della suprema Corte di cassazione).


Per approfondimenti è possibile consultare il FOCUS TEMATICO curato dall’Osservatorio Nazionale sulla Mediazione Civile Speciale: MEDIAZIONE E INAUGURAZIONE ANNO GIUDIZIARIO (monitoraggio dall’anno 2013).


omissis…


L’eliminazione della fase presidenziale nei giudizi di separazione e divorzio, infatti, ha ridotto la durata dei processi.

La valutazione non è però unanime sul punto: gli uffici di maggiori dimensioni (ad esempio la Corte d’appello di Roma), caratterizzati anche da un più rilevante incremento delle sopravvenienze hanno posto in risalto che l’eliminazione della fase presidenziale ha finito con sovraccaricare gli adempimenti della prima udienza, con l’ulteriore aggravio conseguente agli scarsi risultati della mediazione familiare.



Dalle relazioni delle Corti d’appello emerge una forte e responsabile attenzione dei giudici del merito alle questioni giuridiche poste dai nuovi istituti di diritto sostanziale o processuale. Uno dei fili conduttori comuni è l’impatto della riforma Cartabia (d.lgs. 149/2022) e dei successivi correttivi sull’organizzazione e sulla resa del settore civile…

In particolare, la trattazione scritta ha aumentato la produttività pur a fronte delle complessità legate alla scarsità di risorse ed è stata così segnalata in modo critico la necessità, contemplata sul piano normativo, di svolgere in determinati casi l’udienza necessariamente in presenza.

Sotto altro profilo, tuttavia, si è sottolineato che la mancanza di un contatto diretto con le parti è suscettibile di incidere negativamente sullo svolgimento della prima udienza e, inoltre, che permangono incertezze interpretative su alcune norme (art. 171-bis c.p.c.), che pure deve essere letto in conformità all’interpretazione adeguatrice di cui alla sentenza n. 96 del 2024 della Corte Costituzionale, e che, ciononostante, continua a determinare problemi in ordine all’effettività del contraddittorio rispetto alle verifiche preliminari. Effetti positivi sono stati ravvisati, invece, nella fissazione della prima udienza dopo il deposito degli atti (più informata e utile all’esperimento dei tentativi di conciliazione).



Anche per le controversie in materia di diritto bancario emerge una situazione di stabilità, non condizionata in termini significativi delle recenti riforme processuali, con un contenzioso complessivamente – con la significativa eccezione della Corte d’appello di Roma – in lieve diminuzione, indirizzato, per diversi aspetti, dalle decisioni della Corte, anche Sezioni Unite, degli ultimi anni (Sez. U., n. 41994 del 30/12/2021; Sez. U, n. 9479 del 06/04/2023 sulle clausole abusive e tutela del consumatore; Cass. n. 21841 del 02/08/2024).

Pure per questo ambito è ricorrente la rilevazione della scarsa efficacia della mediazione obbligatoria.



Esiti eterogenei e, nel complesso, di limitata efficacia, comportano gli strumenti di mediazione, negoziazione assistita e le proposte conciliative. Solamente in alcuni ambiti – e neppure per la generalità dei distretti – emergono alcune ipotesi nelle quali gli stessi hanno efficacia, specie in materia di responsabilità civile, nella materia del lavoro, nei casi di proposta ex art. 185- bis c.p.c., nonché nella materia della famiglia, cui si fa ricorso con cautela nei contesti di violenza.


NOTA: grassetto e link sono a cura dell’Osservatorio.


Fonte: Osservatorio Mediazione Civile n. 3/2026

(www.osservatoriomediazionecivile.blogspot.com)

16 ottobre 2025

32/25. Ministero della Giustizia: dati statistici sulla mediazione 1 gennaio – 31 dicembre 2024 (Osservatorio Mediazione Civile n. 32/2025)


Sono state rese note le nuove statistiche ministeriali sulla mediazione (rilevazione statistica con proiezione nazionale a cura del Dipartimento della Organizzazione Giudiziaria, del Personale e dei Servizi - Direzione Generale di Statistica e Analisi Organizzativa) relative all’intero anno 2024 (1).


La partecipazione media alla rilevazione, da parte degli Organismi accreditati presso il Ministero, nel 2024 è stata del 77% (due Organismi di mediazione presentano dati anomali e

pertanto sono stati esclusi dalle analisi).

A conferma del trend, evidenziato dall’Osservatorio, di progressiva diminuzione degli organismi iniziato nella seconda metà del 2022, si passa da 580 al 31 dicembre 2020 a 543 organismi di mediazione al 31 dicembre 2024.


Nel 2024 sono state iscritte circa 162.194 mediazioni civili (nel 2021 i procedimenti pendenti finali erano 141.480, nel 2022 155.122 e nel 2023 178,182).


In seguito al nuovo primo incontro come disegnato dalla riforma Cartabia, nel documento si dà atto che: i) per quanto riguarda i primi incontri, svolti sulla totalità dei procedimenti iscritti e pendenti all’inizio del 2024, nel 59% dei casi le parti hanno deciso di proseguire la mediazione; ii) il trend dei primi incontri ha avuto un andamento crescente per l’obbligatorietà del suo svolgimento, prevista dalla Riforma. Se nel secondo semestre 2023 rappresentavano il 59% del totale delle iscrizioni e delle pendenze iniziali del periodo considerato, nei semestri 2024 rappresentano mediamente il 74%.

Inoltre, la percentuale di accordo raggiunto, nel caso in cui l’aderente compare, è stata pari al 32,8% (confermando il trend identificato dall’Osservatorio di leggera, ma costante, crescita: nel 2024 era il 30,4%, nel 2023 il 30,4% e nel 2022 il 28,9%).


Da ultimo si rileva che nell’anno 2024 sono state presentate gli Consigli degli Ordini degli avvocati (COA) 628 istanze di patrocinio a spese dello Stato stragiudiziale. Il Dipartimento per gli affari di giustizia (DAG), competente per l’avallo delle richieste, ha accolto, nello stesso anno, 121 istanze. Le materie in cui sono state presentate più domande sono Divisione, Successioni ereditarie, Diritti reali e Locazione.

Nel 2024 sono state, inoltre, inoltrate, per le mediazioni, 716 procedure per richiedere gli incentivi fiscali (cfr. D.M. 1° agosto 2023), di queste ne sono state accolte dal Ministero 554 (il 77%).


(1) Le analisi curate dall'Osservatorio Nazionale sulla Mediazione Civile di tutte le precedenti rilevazioni statistiche sono consultabili a questo indirizzo.


Fonte: Osservatorio Mediazione Civile n. 32/2025

(www.osservatoriomediazionecivile.blogspot.com)

30 maggio 2024

24/24. Ministero della Giustizia: dati statistici sulla mediazione 1 gennaio – 31 dicembre 2023 (Osservatorio Mediazione Civile n. 24/2024)


Sono state rese note le nuove statistiche ministeriali sulla mediazione (rilevazione statistica con proiezione nazionale a cura del Dipartimento della Organizzazione Giudiziaria, del Personale e dei Servizi - Direzione Generale di Statistica e Analisi Organizzativa) relative all’intero anno 2023 (1).

 

Si tratta di un dato che evidenzia un cambio di rotta rispetto agli ultimi anni, già posto in luce dall’Osservatorio; sino a tutto il 2022 si è infatti assistito ad un costante trend di aumento di aumento del numero degli organismi rispondenti alle indagini statistiche ministeriali  (parallelamente alla diminuzione del numero totale degli Organismi di mediazione operanti in Italia): nella rilevazione statistica relativa al primo semestre del 2022, ad esempio, gli organismi rispondenti erano stati 387 su 565 e, nel secondo semestre, 423 su 552. Nel secondo trimestre 2023, invece, gli organismi rispondenti sono stati solo 371 su 557, mentre nell’ultimo trimestre 2023, 378 su 550.

 

Il numero delle mediazioni è in costante crescita: nel 2021 i procedimenti pendenti finali erano 141.480, nel 2022 155.122 e nel 2023 se ne sono registrati 178,182 (dato che non conta i c.d. Organismi «outlier» (Organismi la cui totalità delle iscrizioni riguarda la materia «Contratti assicurativi» e di cui il 99% dei procedimenti si conclude con la mancata comparizione dell’aderente).

 

Tra le controversie maggiormente trattate in mediazione si confermano – dato ormai consolidato – quelle in tema di diritti reali (15 %), contratti bancari (13 %), condominio (13%) e locazione (10%).

 

Nel periodo in questione l’aderente compare nel 52,5% dei casi.

In tali casi (ovvero in caso di aderente comparso), nel 30,4% dei procedimenti si raggiunge l’accordo conciliativo.

Si tratta di dati che confermano il trend identificato dall’Osservatorio di leggera, ma costante, crescita delle percentuali in questione, ad eccezione di quanto riscontrato nell’anno 2020 (con riferimento al quale la precedente rilevazione ministeriale aveva osservato che “La riduzione nella percentuale di aderente comparso osservata nel 2020 ha risentito degli effetti della pandemia Codiv-19”).

La rendicontazione ministeriale relativa all’intero 2023, poi, precisa che “Da una analisi a campione risulta che il tasso di successo sale al 50,1%  se le parti accettano di sedersi al tavolo della mediazione anche dopo il primo incontro”. Tale dato – come già sottolineato nei precedenti lavori di analisi svolti dall’Osservatorio – risulta sostanzialmente in linea con le ultime rilevazioni ministeriali e si ribadisce, pertanto, che alle parti conviene svolgere con fiducia e serietà il tentativo conciliativo, senza fermarsi al primo incontro, ma proseguendo il percorso mediatizio anche oltre. Si evidenzia, peraltro, che vengono finalmente raggiunte le cifre – significative – del 30 e del 50%, come auspicato nelle precedenti analisi dell’Osservatorio.

 

La rendicontazione in commento osserva inoltre quanto segue: “Nel secondo semestre del 2023, per circa 74.040 procedimenti - pari al 28% del totale di quelli pendenti al 30 giugno più quelli iscritti tra il 1° luglio e il 31 dicembre 2023 - si è svolto il primo incontro di mediazione. Nel 52% dei casi, le parti hanno deciso di proseguire la mediazione; le materie con più alta percentuale di prosecuzione sono state … i Diritti reali, il Condominio e la Locazione”.

 

Tra le controversie nelle quali si registra una maggiore percentuale di comparizione dell’aderente (superiore al 50%) si confermano quelle che riguardano rapporti familiari, nonché le liti relative, in generale, a rapporti sociali o contrattuali, destinati a durare nel tempo, caratterizzati dalla particolare rilevanza soggettiva delle parti (successioni ereditarie, divisione, diritti reali, condominio, affitto di aziende, locazione, contratti bancari; a queste si aggiungono le nuove materie introdotte dal d.lgs. 149/2023, c.d. riforma Cartabia, dei contratti di subfornitura e del franchising).

 

In merito alla categorie di mediazione, si conferma che la maggior parte dei procedimenti definiti afferisce alla mediazione c.d. obbligatoria ex lege o ante causam di cui all’art. 5, comma 1, d.lgs. 28/2010 (oltre l’80%), e che le tipologie di mediazione con maggiore probabilità di successo sono, ancora, i procedimenti obbligatori ex art. 5, comma 1, nonché quelli volontari (c.d. mediazione facoltativa).

 

Si conferma quindi, in conclusione, il lento, ma progressivo, miglioramento delle performances delle mediazioni gestite nel nostro Paese, nonché l’importanza di riuscire a realizzare dei veri e propri incontri di mediazione che vadano oltre il c.d. primo incontro informativo tra le parti. Dai dati emerge altresì che una volta instaurato il giudizio, il raggiungimento dell’accordo conciliativo diviene meno probabile.

 

Questi i numeri relativi agli Organismi di mediazione presenti in Italia.

 

 

Tipologia Organismi di conciliazione

 

Organismi al 31.12.2023

Procedimenti definiti

 

ORGANISMI DELLE CAMERE DI COMMERCIO

 

65

10.080

 

ORGANISMI PRIVATI

 

342

92.972

 

ORDINE AVVOCATI

 

108

46.780

 

ALTRI ORDINI PROFESSIONALI

 

32

753

 

Totale complessivo

 

548

150.585

 

Quanto alla presenza dell’avvocato in mediazione, nelle mediazione volontarie nell’89% dei casi i proponenti sono assistiti dal proprio legale (dato 2022: 78%), mentre il 76% dei chiamati in mediazione è assistito da un avvocato (dato 2022: 86%). Si conferma quindi l’alto ricorso all’assistenza legale in mediazione anche laddove non obbligatoria.

 

Quanto alla durata delle mediazione, rispetto agli 406 gg. del contenzioso ordinario, la procedura ADR, con aderente comparso e accordo raggiunto, dura 179 giorni; dato sostanzialmente in linea con le precedenti rendicontazioni (175 nel 2020, 175 nel 2021 e 186 nel 2022) (2).

 

(1) Le analisi curate dall'Osservatorio Nazionale sulla Mediazione Civile di tutte le precedenti rilevazioni statistiche sono consultabili a questo indirizzo.

 

(2) Dato relativo alla DURATA EFFETTIVA SICID anno 2020; fonte: Ministero della Giustizia (Direzione generale di statistica e analisi organizzativa), LA DURATA DEI PROCEDIMENTI CIVILI. Analisi ed evoluzione dell’indicatore Durata media Effettiva - ANNI 2012 – 2019 E PRIMI NOVE MESI 2020.  Il registro SICID comprende quattro ruoli o macromaterie: affari contenziosi, controversie in materia di lavoro e previdenza, procedimenti speciali e sommari e volontaria giurisdizione; dal calcolo della durata sono esclusi l’attività del Giudice Tutelare, gli accertamenti tecnici preventivi in materia previdenziale e le verbalizzazioni di dichiarazioni giurate in Tribunale. Per Indicatore di DURATA EFFETTIVA (DE) si intende la misura il tempo medio che è stato necessario per la definizione dei procedimenti conclusi nell’anno di riferimento. La durata è calcolata come differenza tra la data di iscrizione e la data in cui viene pubblicata la sentenza o il provvedimento di definizione. È la misura utilizzata per il calcolo dell’indicatore di Benessere Equo e Sostenibile (BES) di efficienza della giustizia civile il cui andamento, a partire dall’annualità 2012, viene analizzato nella Relazione allegata al Documento di economia e finanza.

 

Fonte: Osservatorio Mediazione Civile n. 24/2024

(www.osservatoriomediazionecivile.blogspot.com)

31 gennaio 2024

4/24. Inaugurazione dell’anno giudiziario 2024: la mediazione nella relazione di Margherita CASSANO, Prima Presidente della Corte di cassazione (Osservatorio Mediazione Civile n. 4/2024)


Di seguito, estratto, in materia di mediazione civile, della Relazione sull’amministrazione della giustizia nell’anno 2023 della Prima Presidente della Corte di Margherita CASSANO in occasione dell’Inaugurazione anno giudiziario 2024, Roma, 25 gennaio 2024 (così come pubblicata integralmente sul portale ufficiale della suprema Corte di cassazione).

 

Per approfondimenti è possibile consultare il FOCUS TEMATICO curato dall’Osservatorio Nazionale sulla Mediazione Civile Speciale: MEDIAZIONE E INAUGURAZIONE ANNO GIUDIZIARIO (monitoraggio dall’anno 2013).

 

…omissis…

 

Gli aspetti della riforma che hanno maggiormente inciso sull’effettività della risposta giudiziaria in ambito civile

 

Nel settore civile hanno contribuito all’inversione della tendenza dei flussi di lavoro talune delle misure introdotte dal d.lgs. n. 149 del 2022. Tra esse si citano, come più significative, le seguenti:

– la configurazione del rito ordinario come rito tendenzialmente a udienza unica in cui il giudice sia immediatamente in grado di valutare la direzione da imprimere al processo (tentativo di conciliazione, oppure mutamento nel rito semplificato; ammissione delle prove e relativa assunzione; immediata decisione della causa);

– la previsione dello scambio degli scritti difensivi prima dell’udienza di comparizione secondo cadenze temporali ravvicinate;

– l’attribuzione al giudice del potere di formulare proposte transattive o conciliative, fino alla fissazione dell’udienza di rimessione della causa in decisione;

– la semplificazione del processo di cognizione (art. 281-decies, cod. proc. civ.) davanti al Tribunale in composizione sia monocratica che collegiale in presenza di determinate condizioni (fatti di causa solo parzialmente controversi; prova documentale; attività istruttoria non particolarmente complessa e pronta soluzione della domanda);

– il rito unico in materia di persone, minori e famiglie (artt. 473-bis e ss.);

i filtri alle impugnazioni;

– l’informatizzazione del processo;

– il rafforzamento dell’arbitrato;

– l’ampliato ambito applicativo della negoziazione assistita e della

mediazione.

Con specifico riferimento alla mediazione meritano segnalazione gli interessanti risultati desumibili dai dati ministeriali. Da essi risulta un ruolo sempre più attivo dei giudici civili nel promuovere forme di definizione dei procedimenti già instaurati alternative rispetto alla pronuncia della sentenza, a dimostrazione di un mutamento della cultura di magistrati e avvocati.

Con riferimento alla tipologia delle controversie emerge la significativa percentuale di positiva applicazione dell’istituto soprattutto nelle cause in tema di successione, divisione ereditaria, diritti reali, condominio, assicurazione, responsabilità extra-contrattuale.

Come osservato dalla dottrina, il valore della mediazione non risiede soltanto nella sua capacità deflattiva, quanto piuttosto nella sua idoneità a realizzare la coesione sociale, a porre al centro la persona, prima ancora che la “parte”, a restituire agli individui l’opportunità di comprendere le ragioni del conflitto e di acquisirne la consapevolezza, a promuovere l’ascolto empatico dell’altro, a gestire relazioni efficaci attraverso il confronto.

 

…omissis…

 

NOTA: grassetto e link sono a cura dell’Osservatorio.

 

Fonte: Osservatorio Mediazione Civile n. 4/2024

(www.osservatoriomediazionecivile.blogspot.com)

 

22 novembre 2023

43/23. Ministero della Giustizia: dati statistici sulla mediazione 1 gennaio – 30 giugno 2023 (Osservatorio Mediazione Civile n. 43/2023)


Sono state rese note le nuove statistiche ministeriali sulla mediazione (rilevazione statistica con proiezione nazionale a cura del Dipartimento della Organizzazione Giudiziaria, del Personale e dei Servizi - Direzione Generale di Statistica e Analisi Organizzativa) relative al periodo 1 gennaio – 30 giugno 2023 (1).

Nel secondo trimestre 2023 gli organismi rispondenti sono stati 371 su 557. Si tratta di un dato in forte calo rispetto ai periodi precedenti, laddove dall’analisi delle statistiche ministeriali in questione l’Osservatorio aveva evidenziato, sino a tutto il 2022, un costante trend di diminuzione degli organismi di mediazione operanti in Italia e, parallelamente, di un maggior campione di organismi rispondenti alle indagini statistiche ministeriali (nella rilevazione statistica relativa al 2022, ad esempio, questi erano stati 423).

 

Nel semestre di riferimento si registrano 92.212 procedimenti iscritti e 75.060 procedimenti definiti.

Nella rendicontazione si dà atto di quanto segue: “Il confronto delle iscrizioni e delle definizioni del 1° semestre 2023 con quelle dello stesso periodo del 2022 evidenzia un incremento di circa l’8% per le iscrizioni e dell’1% per le definizioni. Se si esegue lo stesso confronto con i dati del 1° semestre 2019, anno pre pandemia, si evidenzia un incremento di circa il 20% per le iscrizioni e del 2,6% per le definizioni. Pertanto, i confronti eseguiti mostrano un incremento del ricorso all’istituto della mediazione anche se le definizioni recuperano più lentamente la ripresa, registrata nel 2021, dell’attività giudiziaria post pandemia”.

 

Tra le controversie maggiormente trattate in mediazione si confermano – dato ormai consolidato – quelle in tema di diritti reali (16,1 %), condominio (13,6%), contratti bancari (13,2 %) e locazione (10,5%).

 

Nel periodo in questione l’aderente compare nel 53,4% dei casi.

In tali casi (ovvero in caso di aderente comparso), nel 29% dei procedimenti si raggiunge l’accordo conciliativo.

Si tratta di dati che confermano il trend evidenziato da tempo dall’Osservatorio di leggera, ma costante, crescita delle percentuali in questione, ad eccezione di quanto riscontrato nell’anno 2020 (con riferimento al quale il la precedente rilevazione ministeriale aveva osservato che “La riduzione nella percentuale di aderente comparso osservata nel 2020 ha risentito degli effetti della pandemia Codiv-19”).

La rendicontazione ministeriale in questione. poi, precisa che “Da una analisi a campione risulta che il tasso di successo sale al 48,2% se le parti accettano di sedersi al tavolo della mediazione anche dopo il primo incontro” [grassetto a cura dell’Osservatorio]. Tale dato – come già sottolineato nei precedenti lavori di analisi svolti dall’Osservatorio – risulta sostanzialmente in linea con le ultime rilevazioni ministeriali e si ribadisce, pertanto, che alle parti conviene svolgere con fiducia e serietà il tentativo conciliativo, senza fermarsi al primo incontro, ma proseguendo il percorso mediatizio anche oltre (2).

 

Tra le controversie nelle quali si registra una maggiore percentuale di comparizione dell’aderente (superiore al 50%) si confermano quelle che riguardano rapporti familiari, nonché le liti relative, in generale, a rapporti sociali o contrattuali, destinati a durare nel tempo, caratterizzati dalla particolare rilevanza soggettiva delle parti (successioni ereditarie, divisione, diritti reali, condominio, affitto di aziende, locazione, contratti bancari, patti di famiglia).

 

In merito alla categorie di mediazione, si conferma che la maggior parte dei procedimenti definiti afferisce alla mediazione c.d. obbligatoria ex lege o ante causam. Si tratta dell’86,2% dei procedimenti totali, percentuale così composta: 15,3% (invio in mediazione da parte del giudice per mancato esperimento obbligatorio del procedimento prima del giudizio) e 70,9% (esperimento della procedura svolto prima del processo).

L’1,1% dei procedimenti definiti nel periodo in questione, invece, afferisce alla c.d. mediazione delegata o demandata dal giudice, mentre il 12,7% dei procedimenti definiti afferisce alla mediazione volontaria o facoltativa.

 

In generale, dai dati si conferma che la mediazione ha maggiore probabilità di successo in caso di procedimento volontario (successo pari al 36% dei casi).

Ad ogni modo, in caso di mediazione obbligatoria, se il procedimento viene svolto prima del giudizio la percentuale di successo è pari al 31%; dato che scende drasticamente al solo 15% in caso invio in mediazione da parte del giudice per mancato esperimento obbligatorio del procedimento prima del giudizio.

Anche la mediazione demandata (quindi invio in mediazione delle parti da parte del giudice in materie non assoggettate alla c.d. mediazione obbligatoria) registra una non trascurabile percentuale di successo (24% dei casi).

Tali percentuali migliorano quando le parti accettano di sedersi al tavolo delle mediazioni anche dopo il primo incontro: rispettivamente 55% (volontaria); 50% e 34% (obbligatoria); 38% (demandata).

Si conferma quindi, anche alla luce di tali dati, il lento, ma progressivo, miglioramento delle performances delle mediazioni gestite nel nostro Paese, nonché l’importanza di riuscire a realizzare dei veri e propri incontri di mediazione che vadano oltre il c.d. primo incontro informativo tra le parti.

D’altro canto, appare anche evidente come, una volta instaurato il giudizio, appaia ormai meno probabile il raggiungimento dell’accordo conciliativo.

Si confermano quindi le riflessioni svolte dall’Osservatorio nelle precedenti analisi.

 

Questi i numeri relativi agli Organismi di mediazione presenti in Italia.

 

 

Tipologia Organismi di conciliazione

 

Organismi al 30.6.2022

Procedimenti definiti

 

ORGANISMI DELLE CAMERE DI COMMERCIO

 

66

5.113

 

ORGANISMI PRIVATI

 

347

45.398

 

ORDINE AVVOCATI

 

108

24.146

 

ALTRI ORDINI PROFESSIONALI

 

34

403

 

Totale complessivo

 

555

75.060

 

Quanto alla presenza dell’avvocato in mediazione, nelle mediazione volontarie nell’77% dei casi i proponenti sono assistiti dal proprio legale, mentre l’86% i chiamati in mediazione è assistito da un avvocato. Si tratta di dati ormai consolidati.

 

Quanto alla durata delle mediazione, rispetto agli 406 gg. del contenzioso ordinario, la procedura ADR, con aderente comparso e accordo raggiunto, dura 183 giorni; dato in linea con la rendicontazione precedente. Laddove l’Osservatorio aveva confermato il lieve, costante, trend di aumento della durata delle mediazioni a fronte di un miglioramento delle performances mediatizie (percentuali di procedimenti conclusi con l’accordo) (3).

 

(1) Le analisi curate dall'Osservatorio Nazionale sulla Mediazione Civile di tutte le precedenti rilevazioni statistiche sono consultabili a questo indirizzo.

 

(2) Si segnala SPINA, Prime considerazioni sul DDL di riforma del processo civile (C.d.M. 5.12.2019)con particolare riferimento alla mediazione (Osservatorio Mediazione Civile n.51/2019)

 

(3) Dato relativo alla DURATA EFFETTIVA SICID anno 2020; fonte: Ministero della Giustizia (Direzione generale di statistica e analisi organizzativa), LA DURATA DEI PROCEDIMENTI CIVILI. Analisi ed evoluzione dell’indicatore Durata media Effettiva - ANNI 2012 – 2019 E PRIMI NOVE MESI 2020.  Il registro SICID comprende quattro ruoli o macromaterie: affari contenziosi, controversie in materia di lavoro e previdenza, procedimenti speciali e sommari e volontaria giurisdizione; dal calcolo della durata sono esclusi l’attività del Giudice Tutelare, gli accertamenti tecnici preventivi in materia previdenziale e le verbalizzazioni di dichiarazioni giurate in Tribunale. Per Indicatore di DURATA EFFETTIVA (DE) si intende la misura il tempo medio che è stato necessario per la definizione dei procedimenti conclusi nell’anno di riferimento. La durata è calcolata come differenza tra la data di iscrizione e la data in cui viene pubblicata la sentenza o il provvedimento di definizione. È la misura utilizzata per il calcolo dell’indicatore di Benessere Equo e Sostenibile (BES) di efficienza della giustizia civile il cui andamento, a partire dall’annualità 2012, viene analizzato nella Relazione allegata al Documento di economia e finanza.

 

Fonte: Osservatorio Mediazione Civile n. 43/2023

(www.osservatoriomediazionecivile.blogspot.com) 

30 aprile 2023

18/23. Ministero della Giustizia: dati statistici sulla mediazione 1 gennaio – 31 dicembre 2022 (Osservatorio Mediazione Civile n. 18/2023)

Sono state rese note le nuove statistiche ministeriali sulla mediazione (rilevazione statistica con proiezione nazionale a cura del Dipartimento della Organizzazione Giudiziaria, del Personale e dei Servizi - Direzione Generale di Statistica e Analisi Organizzativa) relative all’intero anno 2022 (1).

Nell’ultimo trimestre 2022 gli organismi rispondenti sono stati 423 su 552. Si tratta di un dato sostanzialmente in linea con il trend in atto, di diminuzione degli organismi di mediazione operanti in Italia e, parallelamente, di un maggior campione di organismi rispondenti alle indagini statistiche ministeriali.

 

Dall’inizio del 2022, si registrano 155.122 procedimenti iscritti e 136.233 procedimenti definiti.

Nella rendicontazione si dà atto di quanto segue: “Il confronto delle iscrizioni e delle definizioni dell’anno 2022 con quelle del 2021 evidenzia un decremento di circa il 7% per le iscrizioni e di circa il 11% per le definizioni. Il decremento è probabilmente imputabile a una ripresa, nel 2021, dell’attività giudiziaria post pandemia che ha determinato un recupero, seppur parziale, delle iscrizioni e delle definizioni non effettuate nel corso del 2020. Se si confrontano le iscrizioni dell’anno 2022 con quelle del 2019 si evidenzia un incremento del 5%, mentre per le definizioni si rileva un decremento di circa il 3%, ciò vuol dire che le iscrizioni sono in crescita e non si è riusciti a fronteggiare le numerose iscrizioni post pandemia pervenute nel 2021”.

 

Tra le controversie maggiormente trattate in mediazione si confermano – dato ormai consolidato – quelle in tema di diritti reali (15,4 %), contratti bancari (14 %), condominio (13,6%) e locazione (11,3%).

 

Nel periodo in questione l’aderente compare nel 51,8% dei casi.

In tali casi (ovvero in caso di aderente comparso), nel 28,9% dei procedimenti si raggiunge l’accordo conciliativo.

Si tratta di dati che confermano un trend di leggera, ma costante, crescita delle percentuali in questione, ad eccezione di quanto riscontrato nell’anno 2020 (con riferimento al quale il la precedente rilevazione ministeriale aveva osservato che “La riduzione nella percentuale di aderente comparso osservata nel 2020 ha risentito degli effetti della pandemia Codiv-19”).

La rendicontazione ministeriale relativa all’intero 2022, poi, precisa che “Da una analisi a campione risulta che il tasso di successo sale al 47,4% se le parti accettano di sedersi al tavolo della mediazione anche dopo il primo incontro”. Tale dato – come già sottolineato nei precedenti lavori di analisi svolti dall’Osservatorio – risulta sostanzialmente in linea con le ultime rilevazioni ministeriali e si ribadisce, pertanto, che alle parti conviene svolgere con fiducia e serietà il tentativo conciliativo, senza fermarsi al primo incontro, ma proseguendo il percorso mediatizio anche oltre; qualcosa in più, però, si ritiene, potrebbe farsi (a livello normativo) per favorire maggiormente la scelta delle parti di proseguire la mediazione oltre il primo incontro, oltre che nel fornire strumenti alle parti e agli organismi per raggiungere, quantomeno, la soglia – che sarebbe significativa, anche mediaticamente – del 50% di successo (2).

 

Tra le controversie nelle quali si registra una maggiore percentuale di comparizione dell’aderente (superiore al 50%) si confermano quelle che riguardano rapporti familiari, nonché le liti relative, in generale, a rapporti sociali o contrattuali, destinati a durare nel tempo, caratterizzati dalla particolare rilevanza soggettiva delle parti (successioni ereditarie, divisione, diritti reali, condominio, affitto di aziende, locazione, contratti bancari).

Si confermano poi le alte percentuali di comparizione dell’aderente in procedimenti in materia di inadempimenti dovuti alle misure di contenimento COVID d.l.6/20 art. 3 co. 6bis e 6ter (pari al 57,6%; si segnala che nella rendicontazione annuale 2020 la percentuale riscontrata era addirittura pari al 70,3% e in quella relativa al 2021 pari al 61,1%).

 

In merito alla categorie di mediazione, si conferma che la maggior parte dei procedimenti definiti afferisce alla mediazione c.d. obbligatoria ex lege o ante causam. Si tratta di circa l’85 % dei procedimenti totali, percentuale così composta: 15,8% (invio in mediazione da parte del giudice per mancato esperimento obbligatorio del procedimento prima del giudizio) e 71,3% (esperimento della procedura svolto prima del processo).

Circa l’1% dei procedimenti definiti nel periodo in questione, invece, afferisce alla c.d. mediazione delegata o demandata dal giudice, mentre l’11,7% dei procedimenti definiti afferisce alla mediazione volontaria o facoltativa.

 

In generale, dai dati si conferma che la mediazione ha maggiore probabilità di successo in caso di procedimento volontario(successo pari al 35% dei casi).

Ad ogni modo, in caso di mediazione obbligatoria, se il procedimento viene svolto prima del giudizio la percentuale di successo è pari al 30%; dato che scende drasticamente al solo 15% in caso invio in mediazione da parte del giudice per mancato esperimento obbligatorio del procedimento prima del giudizio.

Anche la mediazione demandata (quindi invio in mediazione delle parti da parte del giudice in materie non assoggettate alla c.d. mediazione obbligatoria) registra una non trascurabile percentuale di successo (24% dei casi).

Tali percentuali migliorano quando le parti accettano di sedersi al tavolo delle mediazioni anche dopo il primo incontro: rispettivamente 55% (volontaria); 49% e 34% (obbligatoria); 38% (demandata).

Si conferma quindi, anche alla luce di tali dati, il lento, ma progressivo, miglioramento delle performances delle mediazioni gestite nel nostro Paese, nonché l’importanza di riuscire a realizzare dei veri e propri incontri di mediazione che vadano oltre il c.d. primo incontro informativo tra le parti.

D’altro canto, appare anche evidente come, una volta instaurato il giudizio, appaia ormai meno probabile il raggiungimento dell’accordo conciliativo.

 

Questi i numeri relativi agli Organismi di mediazione presenti in Italia.

 

 

Tipologia Organismi di conciliazione

 

Organismi al 30.6.2022

Procedimenti definiti

 

ORGANISMI DELLE CAMERE DI COMMERCIO

 

68

9.660

 

ORGANISMI PRIVATI

 

340

82.558

 

ORDINE AVVOCATI

 

107

43.328

 

ALTRI ORDINI PROFESSIONALI

 

35

687

 

Totale complessivo

 

550

136.233

 

Quanto alla presenza dell’avvocato in mediazione, nelle mediazione volontarie nell’78% dei casi i proponenti sono assistiti dal proprio legale, mentre l’86% i chiamati in mediazione è assistito da un avvocato. Si tratta di dati ormai consolidati.

 

Quanto alla durata delle mediazione, rispetto agli 882 gg (dato 2016 relativo al contenzioso in Tribunale, sceso rispetto al 2015 in cui durata era registrata in 921 gg), la procedura ADR, con aderente comparso e accordo raggiunto, dura 186 giorni; dato che conferma un lieve, costante, trend di aumento della durata delle mediazioni a fronte, come detto, di un miglioramento delle performances mediatizie (percentuali di procedimenti conclusi con l’accordo).

 

(1) Le analisi curate dall'Osservatorio Nazionale sulla Mediazione Civile di tutte le precedenti rilevazioni statistiche sono consultabili a questo indirizzo.

 

(2) Si veda SPINA, Prime considerazioni sul DDL di riforma del processo civile (C.d.M. 5.12.2019) con particolare riferimento alla mediazione (Osservatorio Mediazione Civile n. 51/2019)

 

Fonte: Osservatorio Mediazione Civile n. 18/2023

(www.osservatoriomediazionecivile.blogspot.com)

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