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20 luglio 2016

57/16. MEI, unioni civili. Gli ADR nella gestione della crisi nella famiglia ‘tradizionale’ e non: l’ascolto e il dialogo endo-familiare (Osservatorio Mediazione Civile n. 57/2016)

 Estratto da

Alessandra MEI

La famiglia ‘tradizionale’ e non: nuovi modelli familiari e di gestione della crisi alla luce delle recenti riforme del  2014-2016

eBooK, La Nuova Procedura Civile Libri, 2016, 
pagine 166, ISBN: 9788892615960

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(…) Il testo, pertanto, si propone di esaminare, seppur sinteticamente, nella prima parte, quali sono i modi costituzione delle famiglie nonché i diritti e doveri conseguenti a ciascuna di esse alla luce delle novità introdotte dalla legge  sulle unioni civili e sulla disciplina delle convivenze di fatto evidenziandone i profili di somiglianze e differenze di queste “nuove famiglie” con quella “tradizionale”  e le ingiuste disuguaglianze tra le unioni omosessuali e i matrimoni eterosessuali. Nella seconda parte, invece, si illustreranno i diversi modi  in cui può essere gestita la crisi familiare e perché è opportuno ricorrere alle soluzioni stragiudiziali delle vicende separative, ricorrendo ove necessario, altresì alla mediazione familiare quale strumento ottimo per riaprire i canali della comunicazione in una coppia che si sia determinata a separarsi o a dirsi definitivamente addio. La mediazione familiare, (…).

Spesso, infatti, anziché esprimere il proprio punto di vista in modo espresso, chiaro e completo lo si rimette all’altrui intelligenza intuitivo- emotiva rimanendo in silenzio. Ebbene quest’ultimo, se ascoltato con il cuore,  sa essere più eloquente di mille parole; anche se, a parere di chi scrive, è consigliabile sempre esprimere il proprio pensiero in modo espresso con il cd. linguaggio verbale.
Accanto a questo limite umano ve ne è un altro, forse imputabile anche ad una pessima formazione scolastica che insegna molto fuorché a gestire le proprie emozioni e sul quale, forse, ci dovremmo interrogare di più su come riformarla  insegnando ai nostri ragazzi a non aver paura di confrontarsi con gli altri, anche quando si va controcorrente e ad educarli maggiormente all’ascolto. Talvolta quest’ultimo, specie tra i giovani, viene (fra)inteso con lo stare in silenzio quando qualcun altro parla . Se ciò è senza dubbio necessario, di per sé solo, tuttavia,  non è sufficiente. Occorre anche che si presti attenzione ai contenuti della comunicazione nonché che si manifesti il proprio interesse agli argomenti che vengono trattati, ad esempio facendo domande circolari che favoriscono la comunicazione  poiché non accettano un si o un no come risposta (…).

Fonte: Osservatorio Mediazione Civile n. 57/2016
(www.osservatoriomediazionecivile.blogspot.com)

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