=> Cassazione civile, 12 settembre 2014, n. 19350
Corte di Cassazione civile,
sez. II, 12/9/2014. n. 19350
Notaio, autentica delle
sottoscrizioni: indagine sulla capacità naturale e sulla volontà delle parti
È errata
l’affermazione secondo la quale nel caso di autentica delle sottoscrizioni il
notaio sarebbe impossibilitato a percepire l'eventuale incapacità
naturale di colui la cui firma si appresta ad attestare: se infatti deve
confermarsi il principio secondo il quale l'attività di autentica del
notaio non costituisce di per sé prova legale della capacità naturale del
sottoscrittore (I), rimane comunque fermo che l'opera del notaio è
comunque diretta ad assicurare che il contenuto dell'atto sia il
prodotto di un'attività cosciente e volontaria del sottoscrittore e che non sia
contrario alla legge (II). Ciò in coerenza, tra l’altro, con la circolare
dell’11 ottobre 2011 con cui il Consiglio Nazionale del
Notariato, nell'indicare le linee guida per dare attuazione al D.Lgs. n.
28 del 2010, art. 11, comma 3 in materia di mediazione civile, ha
richiamato il notaio non solo a svolgere il controllo di legalità sulla
scrittura privata che si appresta ad autenticare, ma anche l'indagine
della volontà delle parti.
(I) Sul punto, di recente, si veda Cass. n. 3787/12.
(II) In argomento si veda Cass. n. 2071/13.
Fonte: Osservatorio
Mediazione Civile n. 55/2014
Corte di Cassazione civile
12 settembre 2014
Sentenza
…omissis…
5 - Con il quinto motivo si assume la
violazione degli artt. 47 e 61 della legge notarile, anche il relazione
all'art. 75 c.p.c.: sostiene la ricorrente che il notaio, rogando la procura a
vendere, avrebbe con ciò compiuto anche un esame della capacità delle parti al
fine di valutare la reale direzione di volontà delle medesime.
5.a - L'esame del motivo è assorbito dalla
autonoma ratio decidendi fondata sulle conclusioni del consulente tecnico,
atteso che l'argomentazione della Corte di Appello che toglieva di valore
significativo di una residua capacità naturale all'autenticazione delle
sottoscrizioni delle parti, costituiva, nel rigetto della contraria deduzione
difensiva, ragionamento di rinforzo del, già per altro verso, raggiunto
convincimento; ciò non toglie, tuttavia, che sia errata l'affermazione,
contenuta in sentenza, secondo la quale nel caso di autentica delle
sottoscrizioni il notaio sarebbe impossibilitato a percepire l'eventuale
incapacità naturale di colui la cui firma si appresta ad attestare come
riferente all'apparente autore, quasi che la percezione dell'eventuale evidenza
della amentia hominis gli fosse preclusa: se infatti deve confermarsi il
principio secondo il quale l'attività di autentica del notaio non costituisce
di per sé prova legale della capacità naturale del sottoscrittore (sul punto,
di recente, vedi Cass. Sez. 2 n. 3787/2012), rimane comunque fermo che l'opera
del notaio - sia esso rogante in senso proprio o certificante l'autenticità di
una sottoscrizione - è comunque diretta ad assicurare che il contenuto
dell'atto sia il prodotto di un'attività cosciente e volontaria del
sottoscrittore e, aggiungasi, che non sia contrario alla legge (di tal che la
giurisprudenza di questa Corte ha ritenuto che, anche nel caso della
autenticazione della scrittura privata, il notaio non possa considerarsi
esentato dall'obbligo di effettuare le opportune visure e di - quantomeno -
segnalare alle parti eventuali anomalie riscontrate: Cass. Sez. 3 n. 2071/2013,
conclusione che appare avallata da recente contributo dottrinario che ha messo
in rilievo, da un lato, come il Consiglio Nazionale del Notariato,
nell'aggiornare nel 2008 i principi di deontologia professionale dei notai,
abbia esteso anche alla autenticazione delle firme nella scrittura privata la
norma che impone al notaio di svolgere quelle numerose attività nelle quali si
sostanzia l'indagine della volontà (art. 42, comma 1) originariamente riferita
ai soli atti pubblici e, dall'altro, che con la circolare dell'11 ottobre 2011
il Consiglio Nazionale del Notariato, nell'indicare le linee guida per dare
attuazione al D.Lgs. n. 28 del 2010, art. 11, comma 3 in materia di mediazione
civile, abbia richiamato il notaio non solo a svolgere il controllo di legalità
sulla scrittura privata che si appresta ad autenticare, ma anche l'indagine
della volontà delle parti).
…omissis…
P.Q.M.
La Corte
rigetta il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle spese che
liquida in Euro 3.200,00 di cui Euro 200,00 per esborsi.
Così
deciso in Roma, nella camera di consiglio della 2^ Sezione Civile della Corte
di Cassazione, il 3 luglio 2014.
AVVISO. Il
testo riportato non riveste carattere di ufficialità.