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30 aprile 2023

18/23. Ministero della Giustizia: dati statistici sulla mediazione 1 gennaio – 31 dicembre 2022 (Osservatorio Mediazione Civile n. 18/2023)

Sono state rese note le nuove statistiche ministeriali sulla mediazione (rilevazione statistica con proiezione nazionale a cura del Dipartimento della Organizzazione Giudiziaria, del Personale e dei Servizi - Direzione Generale di Statistica e Analisi Organizzativa) relative all’intero anno 2022 (1).

Nell’ultimo trimestre 2022 gli organismi rispondenti sono stati 423 su 552. Si tratta di un dato sostanzialmente in linea con il trend in atto, di diminuzione degli organismi di mediazione operanti in Italia e, parallelamente, di un maggior campione di organismi rispondenti alle indagini statistiche ministeriali.

 

Dall’inizio del 2022, si registrano 155.122 procedimenti iscritti e 136.233 procedimenti definiti.

Nella rendicontazione si dà atto di quanto segue: “Il confronto delle iscrizioni e delle definizioni dell’anno 2022 con quelle del 2021 evidenzia un decremento di circa il 7% per le iscrizioni e di circa il 11% per le definizioni. Il decremento è probabilmente imputabile a una ripresa, nel 2021, dell’attività giudiziaria post pandemia che ha determinato un recupero, seppur parziale, delle iscrizioni e delle definizioni non effettuate nel corso del 2020. Se si confrontano le iscrizioni dell’anno 2022 con quelle del 2019 si evidenzia un incremento del 5%, mentre per le definizioni si rileva un decremento di circa il 3%, ciò vuol dire che le iscrizioni sono in crescita e non si è riusciti a fronteggiare le numerose iscrizioni post pandemia pervenute nel 2021”.

 

Tra le controversie maggiormente trattate in mediazione si confermano – dato ormai consolidato – quelle in tema di diritti reali (15,4 %), contratti bancari (14 %), condominio (13,6%) e locazione (11,3%).

 

Nel periodo in questione l’aderente compare nel 51,8% dei casi.

In tali casi (ovvero in caso di aderente comparso), nel 28,9% dei procedimenti si raggiunge l’accordo conciliativo.

Si tratta di dati che confermano un trend di leggera, ma costante, crescita delle percentuali in questione, ad eccezione di quanto riscontrato nell’anno 2020 (con riferimento al quale il la precedente rilevazione ministeriale aveva osservato che “La riduzione nella percentuale di aderente comparso osservata nel 2020 ha risentito degli effetti della pandemia Codiv-19”).

La rendicontazione ministeriale relativa all’intero 2022, poi, precisa che “Da una analisi a campione risulta che il tasso di successo sale al 47,4% se le parti accettano di sedersi al tavolo della mediazione anche dopo il primo incontro”. Tale dato – come già sottolineato nei precedenti lavori di analisi svolti dall’Osservatorio – risulta sostanzialmente in linea con le ultime rilevazioni ministeriali e si ribadisce, pertanto, che alle parti conviene svolgere con fiducia e serietà il tentativo conciliativo, senza fermarsi al primo incontro, ma proseguendo il percorso mediatizio anche oltre; qualcosa in più, però, si ritiene, potrebbe farsi (a livello normativo) per favorire maggiormente la scelta delle parti di proseguire la mediazione oltre il primo incontro, oltre che nel fornire strumenti alle parti e agli organismi per raggiungere, quantomeno, la soglia – che sarebbe significativa, anche mediaticamente – del 50% di successo (2).

 

Tra le controversie nelle quali si registra una maggiore percentuale di comparizione dell’aderente (superiore al 50%) si confermano quelle che riguardano rapporti familiari, nonché le liti relative, in generale, a rapporti sociali o contrattuali, destinati a durare nel tempo, caratterizzati dalla particolare rilevanza soggettiva delle parti (successioni ereditarie, divisione, diritti reali, condominio, affitto di aziende, locazione, contratti bancari).

Si confermano poi le alte percentuali di comparizione dell’aderente in procedimenti in materia di inadempimenti dovuti alle misure di contenimento COVID d.l.6/20 art. 3 co. 6bis e 6ter (pari al 57,6%; si segnala che nella rendicontazione annuale 2020 la percentuale riscontrata era addirittura pari al 70,3% e in quella relativa al 2021 pari al 61,1%).

 

In merito alla categorie di mediazione, si conferma che la maggior parte dei procedimenti definiti afferisce alla mediazione c.d. obbligatoria ex lege o ante causam. Si tratta di circa l’85 % dei procedimenti totali, percentuale così composta: 15,8% (invio in mediazione da parte del giudice per mancato esperimento obbligatorio del procedimento prima del giudizio) e 71,3% (esperimento della procedura svolto prima del processo).

Circa l’1% dei procedimenti definiti nel periodo in questione, invece, afferisce alla c.d. mediazione delegata o demandata dal giudice, mentre l’11,7% dei procedimenti definiti afferisce alla mediazione volontaria o facoltativa.

 

In generale, dai dati si conferma che la mediazione ha maggiore probabilità di successo in caso di procedimento volontario(successo pari al 35% dei casi).

Ad ogni modo, in caso di mediazione obbligatoria, se il procedimento viene svolto prima del giudizio la percentuale di successo è pari al 30%; dato che scende drasticamente al solo 15% in caso invio in mediazione da parte del giudice per mancato esperimento obbligatorio del procedimento prima del giudizio.

Anche la mediazione demandata (quindi invio in mediazione delle parti da parte del giudice in materie non assoggettate alla c.d. mediazione obbligatoria) registra una non trascurabile percentuale di successo (24% dei casi).

Tali percentuali migliorano quando le parti accettano di sedersi al tavolo delle mediazioni anche dopo il primo incontro: rispettivamente 55% (volontaria); 49% e 34% (obbligatoria); 38% (demandata).

Si conferma quindi, anche alla luce di tali dati, il lento, ma progressivo, miglioramento delle performances delle mediazioni gestite nel nostro Paese, nonché l’importanza di riuscire a realizzare dei veri e propri incontri di mediazione che vadano oltre il c.d. primo incontro informativo tra le parti.

D’altro canto, appare anche evidente come, una volta instaurato il giudizio, appaia ormai meno probabile il raggiungimento dell’accordo conciliativo.

 

Questi i numeri relativi agli Organismi di mediazione presenti in Italia.

 

 

Tipologia Organismi di conciliazione

 

Organismi al 30.6.2022

Procedimenti definiti

 

ORGANISMI DELLE CAMERE DI COMMERCIO

 

68

9.660

 

ORGANISMI PRIVATI

 

340

82.558

 

ORDINE AVVOCATI

 

107

43.328

 

ALTRI ORDINI PROFESSIONALI

 

35

687

 

Totale complessivo

 

550

136.233

 

Quanto alla presenza dell’avvocato in mediazione, nelle mediazione volontarie nell’78% dei casi i proponenti sono assistiti dal proprio legale, mentre l’86% i chiamati in mediazione è assistito da un avvocato. Si tratta di dati ormai consolidati.

 

Quanto alla durata delle mediazione, rispetto agli 882 gg (dato 2016 relativo al contenzioso in Tribunale, sceso rispetto al 2015 in cui durata era registrata in 921 gg), la procedura ADR, con aderente comparso e accordo raggiunto, dura 186 giorni; dato che conferma un lieve, costante, trend di aumento della durata delle mediazioni a fronte, come detto, di un miglioramento delle performances mediatizie (percentuali di procedimenti conclusi con l’accordo).

 

(1) Le analisi curate dall'Osservatorio Nazionale sulla Mediazione Civile di tutte le precedenti rilevazioni statistiche sono consultabili a questo indirizzo.

 

(2) Si veda SPINA, Prime considerazioni sul DDL di riforma del processo civile (C.d.M. 5.12.2019) con particolare riferimento alla mediazione (Osservatorio Mediazione Civile n. 51/2019)

 

Fonte: Osservatorio Mediazione Civile n. 18/2023

(www.osservatoriomediazionecivile.blogspot.com)

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