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27 giugno 2026

26/26. Organismi di mediazione e antiriciclaggio: CNF, FAQ giugno 2026 (Osservatorio Mediazione Civile n. 26/2026)


=> Consiglio Nazionale Forense, Prot. N. 0006647 del 17-06-2026


ORGANISMI DI MEDIAZIONE E ANTIRICICLAGGIO – FAQ


(https://www.consiglionazionaleforense.it/documents/20182/4063529/OdM+e+antiriciclaggio+FAQ.pdf/ce5d94e6-b358-c770-2619-bbd3a0ccfdb7?t=1781715828256)


Chi è il soggetto o quali sono i soggetti obbligati al rispetto della

normativa antiriciclaggio?

Ai sensi dell’art. 3, comma 5, lett. g) del D. Lgs. 231/2007, il soggetto obbligato

pare essere l'organismo di mediazione e non il singolo mediatore.

Nello specifico, tale disposizione di legge annovera tra i soggetti obbligati “i

soggetti che esercitano attività di mediazione civile, ai sensi dell'articolo 60 della

legge 18 giugno 2009, n. 69”.

L’art. 60, comma 3, lettera b) prevede che: “Nell’esercizio della delega di cui al

comma 1, il Governo si attiene ai seguenti principi e criteri direttivi: (…) b)

prevedere che la mediazione sia svolta da organismi professionali e indipendenti,

stabilmente destinati all'erogazione del servizio di conciliazione

L’interpretazione sopra indicata è confermata dalla circostanza che il rapporto

contrattuale (l’incarico di mediazione) sussiste tra le parti e l'organismo (le parti

non sono clienti dell'avvocato/singolo mediatore incaricato dall’Organismo).

Rileva la circostanza che il contratto è stipulato tra le parti e

l’organismo di mediazione e non con il mediatore? Il mediatore è un

ausiliario (dal punto di vista dell’art. 2049 cod. civ.) dell’ODM?

Sì, il mediatore è inquadrabile come ausiliario piuttosto che come co-obbligato ai

sensi dell’art. 6 L. 689/1981. Il co-obbligato persona fisica appare essere il legale

rappresentante dell’ODM.

Quali sono gli obblighi previsti per la “attività di mediazione”?

Gli obblighi sono quelli tipici della normativa antiriciclaggio e in estrema sintesi:

l’obbligo di adeguata verifica della clientela, l’obbligo di conservazione, l’obbligo di

segnalazione di operazione sospetta e l’obbligo di dotarsi dei presidi e dei protocolli

antiriciclaggio.

Quali sono, rispetto a ciascun obbligo, gli oneri formali e di

documentazione minimi indispensabili? (ad esempio: conservazione

dei documenti di identità e delle visure e dei poteri contenuti in

procure)

Tale profilo sarebbe da disciplinare nel Documento di Autovalutazione di ciascun

ODM ai sensi dell’art. 15 D. Lgs. 231/2007. Idealmente, l’ODM identifica al suo

interno un responsabile per la conservazione quale presidio adeguato

all’adempimento dell’obbligo di conservazione. I requisiti minimi sono il

documento di autovalutazione e la modulistica.

Se é necessario sottoporre alle parti un questionario per

l’antiriciclaggio, è sufficiente o occorrono ulteriori presidi per

l’adeguata verifica del rischio?

Sì, è necessario ottenere le dichiarazioni sottoscritte dal cliente, compilare la

scheda di valutazione del rischio rilevato nel caso concreto e redigere un

documento di autovalutazione di carattere generale specifico per il singolo ODM.

Quali sono normalmente i presidi previsti per adempiere agli obblighi

antiriciclaggio?

La modulistica, la formazione e il documento di autovalutazione.

A chi spetta l’onere di conservare la documentazione? Per quanto

tempo deve essere conservata? Rileva la disciplina speciale sul tempo

di conservazione prevista dal d.lgs. n. 28 del 2010?

La documentazione deve essere conservata per 10 anni ai sensi dell’art. 31,

comma 3 del D. Lgs. 231/2007, che prevale sia sull’art. 2961 c.c. sia sulla

disciplina speciale della mediazione ai sensi del d. lgs. 28/2010.

Rileva e può avere un qualche effetto pratico la norma sulla

riservatezza di cui agli artt. 9 e 10 d.lgs. n. 28 del 2010 sulla

definizione dei parametri degli obblighi antiriciclaggio?

Si tratta di un tema da valutare attentamente, soprattutto con riguardo alle tutele

del segnalante di cui all’art. 38 D. Lgs. 231/2007.

L’ODM ha un obbligo specifico di formazione in materia di

antiriciclaggio per i mediatori che prestano l’attività a favore

dell’ODM?

Sì, quale soggetto obbligato, è tenuto agli obblighi di formazione del personale.

Se si, chi deve assumere gli oneri economici della formazione? Se no,

la previsione di un percorso specifico di formazione in materia di

mediazione può rappresentare uno degli elementi da valutare

positivamente per l’assolvimento degli obblighi incombenti sull’ODM?

Questo aspetto non è regolato dalla legge. In casi simili, è l’organismo di

autoregolamentazione a colmare questa lacuna.

È possibile l’adempimento degli obblighi antiriciclaggio facendo

affidamento su altri professionisti eventualmente coinvolti

nell’operazione? Se sì, in che modo e a quali condizioni?

L’esecuzione da parte di terzi è consentita in via eccezionale nei soli casi previsti

all’art. 26 d. lgs. 231/2007 e non è incluso il caso degli “altri operatori non

finanziari”, categoria cui appartiene l’ODM.


AVVISO. Il testo riportato non riveste carattere di ufficialità.


Fonte: Osservatorio Mediazione Civile n. 25/2026

(www.osservatoriomediazionecivile.blogspot.com)

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