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29 aprile 2026

17/26. L. VIOLA, Il discorso deliberativo (estratto, in tema di raggiungimento di un accordo e avvicinamento delle posizioni iniziali, da L. VIOLA, ‘Argomentazione e confutazione giuridica', Diritto Avanzato, 2026) (Osservatorio Mediazione Civile n. 17/2026)

 

Luigi VIOLA

Il discorso deliberativo

estratto da

L. VIOLA, ARGOMENTAZIONE E CONFUTAZIONE GIURIDICA. Con formule matematiche esplicative ed esempi pratici

(Diritto Avanzato, Milano, 2026)


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La funzione principale del discorso deliberativo è raggiungere una forma di accordo, o comunque tende ad avvicinare le posizioni iniziali.

Non si limita a descrivere una situazione: propone una direzione. Non si limita a valutare ciò che è stato: orienta ciò che sarà.

Più precisamente, il discorso deliberativo:

  • valuta le conseguenze future di una decisione;

  • argomenta in termini di utile e dannoso;

  • costruisce una visione di vantaggio collettivo;

  • cerca di ottenere adesione pratica, non solo consenso emotivo.


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A differenza del discorso giudiziario, che analizza fatti passati, il deliberativo è proiettato verso il futuro.

Questo comporta una difficoltà strutturale: il futuro non è verificabile con certezza.

Colui che parla o scrive deve quindi lavorare su:

  • probabilità;

  • previsioni;

  • scenari possibili;

  • valutazioni comparative.

Il suo compito non è dimostrare una verità assoluta, ma rendere più plausibile una scelta rispetto a un’altra: entra in gioco più l’opportunità che la verità.

I valori centrali del discorso deliberativo sono l’utile e il bene.

Secondo Aristotele, il deliberativo si fonda principalmente sulla categoria dell’utile.

Tuttavia, nella pratica, l’utile è quasi sempre intrecciato con:

  • il sicuro;

  • il conveniente;

  • il necessario.

Un buon discorso deliberativo non si limita a dire: “Conviene farlo”, ma mostra che:

  • è vantaggioso;

  • è coerente con i valori della comunità;

  • è sostenibile nel tempo.

Quanto alle strategie fondamentali, il discorso deliberativo solitamente viene esposto valorizzando alcuni elementi; i più diffusi sono:

  • proiezione delle conseguenze;

  • comparazione;

  • appello all’interesse collettivo;

  • autorità;

  • paura e speranza.

La strategia più importante consiste nel mostrare cosa accadrà se si adotta (o non si adotta) una determinata scelta (proiezione delle conseguenze).

L’oratore può:

  • costruire scenari positivi (“Se investiamo ora, tra cinque anni…”);

  • delineare rischi e pericoli (“Se non interveniamo, il problema crescerà…”)

  • usare il confronto tra alternativa A e alternativa B.

Qui è centrale la logica del causa-effetto.

Spesso non esiste una sola opzione, ma più alternative. La strategia comparativa permette di:

  • confrontare costi e benefici;

  • valutare rischi diversi;

  • mostrare quale scelta sia “meno dannosa” o “più vantaggiosa”.

Non sempre si sostiene una soluzione perfetta; talvolta si dimostra che è la migliore tra quelle possibili.

Il deliberativo è raramente individuale: parla a una comunità, valorizzando l’interesse rispetto al singolo conflitto (appello all’interesse collettivo)1.

Per questo l’oratore deve trasformare una proposta particolare in un bene comune. Ciò avviene attraverso:

  • l’uso del “noi”;

  • il richiamo a valori condivisi;

  • l’identificazione di un obiettivo comune2.

Un discorso che resta percepito come vantaggioso solo per pochi difficilmente ottiene consenso.

Nel deliberativo è fondamentale che chi parla sia percepito come:

  • competente;

  • prudente;

  • lungimirante.

L’oratore deve apparire come colui che ha valutato attentamente i rischi e le opportunità (costruzione dell’autorità: ethos). Senza credibilità, la previsione del futuro perde forza.

Il futuro è emotivamente potente. Due leve retoriche sono particolarmente efficaci:

  • la paura (evitare un danno imminente),

  • la speranza (raggiungere un beneficio desiderabile).

Un discorso deliberativo equilibrato non si basa solo su allarmismi né solo su promesse ottimistiche, ma integra entrambe le dimensioni.

Pur non essendo rigida, una struttura efficace del discorso deliberativo può includere:

  • presentazione del problema;

  • definizione delle alternative tra più soluzioni;

  • analisi delle conseguenze;

  • confutazione delle obiezioni;

  • proposta chiara e appello finale all’azione oppure all’accordo.


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I settori giuridici dove, maggiormente, trova terreno fertile il discorso deliberativo sono quelli dove primeggia l’accordo, più che il disaccordo:

  • contratto;

  • mediazione civile e commerciale ex d.lvo 28/2010;

  • negoziazione assistita ex l. 162/2014;

  • delibere assembleari condominiali e societarie.


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1 Cfr. FISHER - URY - PATTON, L'arte del negoziato. Per chi vuole ottenere il meglio in una trattativa ed evitare lo scontro, Milano, 2019.

2 Si può far riferimento anche ad un obiettivo complementare: con l’accordo, tu realizzi il tuo obiettivo ed io il mio.


Fonte: Osservatorio Mediazione Civile n. 17/2026

(www.osservatoriomediazionecivile.blogspot.com)

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